Perchè siamo attratti dal macabro?

La gelosia, l’amore, la paura, il coraggio: non sono parole che compongono il titolo di un film con Gabriel Garko, bensì gli ingredienti fondamentali per addobbare la realtà e trasformare tragiche disgrazie in succosi spettacoli da pregustare in diretta TV. Avete brutalmente assassinato il vicino di casa, nonostante lo salutavate sempre? Avete sequestrato minorenni e successivamente occultato i loro cadaveri? O magari avete optato per il pacchetto “vittima”, subendo reiterati stupri, violenze fisiche e psicologiche, e incarcerazioni che si presumono immotivate? Niente paura: magari la vita è stata ingiusta con voi, ma avete l’occasione di diventare delle grandi star.

Mai in maniera esplicita come in questo periodo, infatti, sembra andare di moda una tendenza originale: il morboso interesse verso ciò che è scabroso. Questo appeal irresistibile è dimostrato dal proliferare delle serie televisive o degli spettacoli che riprendono in mano i casi di cronaca nera più misteriosi e sinistri per convertirli in show completi: c’è sempre una pia vittima, un malvagio carnefice, intrighi sentimentali e trame stereotipate degne dei picchi di creatività degli sceneggiatori di Boris.

Risultati immagini per gif sceneggiatori boris

L’ultimo esempio di questa inclinazione è dato da una “docu-fiction” andata di recente in onda su Rete 4, “L’ultima estate di Sarah Scazzi”. L’ambizioso obiettivo dello sceneggiato è quello di riproporre la vicenda che per anni è stata la protagonista delle televisioni italiane: l’omicidio della quindicenne Sarah, che sembrerebbe esser stata uccisa dalla mano dei suoi stessi parenti, in particolar modo della cugina Sabrina. Nella fiction, la dinamica di gelosia ed invidia tra le ragazze che sembra aver condotto all’omicidio, emerge grazie alla figura di Ivano (denominato “il Dio Ivano” per prestanza fisica e carisma), oggetto della disputa tra le consanguinee. Con un montaggio e una fotografia che richiamano vagamente la web serie The Lady, l’occhio spregiudicato del regista ripercorre sulle note di Avril Lavigne e Cristina Aguilera la quotidianità della giovane Sarah, i primi screzi con Sabrina, il rancore covato apertamente, i primi baci roventi. L’interpretazione degli attori, palese omaggio al cinema verità (tanto da simulare l’accento autoctono di Avetrana), trascina il pubblico nei retroscena di una vicenda che a lungo ha fornito spunti di conversazione ai talk show italiani. A lungo si è infatti insistito sulla figura della Scazzi, romanzandola e perdendo di vista il cuore della situazione; ma lo stesso è avvenuto per il caso di Emanuela Orlandi, da cui è stato tratto un film (“La verità sta in cielo”), o per Amanda Knox, protagonista di due libri (“Il dono fatale della bellezza” e “Faccia d’angelo. Sesso, omicidio e la vera storia di Amanda Knox”) e di una serie targata Netflix. Sembra insomma che il confine tra documentazione e sensazionalismo sia sfumato e il dovere di cronaca trasceso, sacrificato allo show. E questo è possibile anche grazie allo straordinario interesse con il quale il pubblico abbraccia questo tipo di spettacolo.

William-Adolphe_Bouguereau_(1825-1905)_-_Dante_And_Virgil_In_Hell_(1850)
Dante e Virgilio all’inferno – William Adolphe Bouguereau

Non che questa sia una novità sociologica, beninteso: nel 1924, lo psicologo Carney Lendis studiò le espressioni facciali di diversi individui, studiando il loro linguaggio non verbale elaborato in risposta a diversi traumi. Lendis arrivò a chiedere alle sue cavie di tagliare la testa di topi viventi: la maggioranza accettò. Nel loro viso fu possibile leggere disagio, paura, disgusto.. ma anche fascino. Le cose ripugnanti paradossalmente ci attraggono: disastri naturali, incidenti d’auto, sfigurazioni. C’è chi dice che queste reazioni poggino su basi neurologiche: quando siamo terrorizzati, vengono rilasciati neurotrasmettitori come la norepinefrina o la dopamina, che stimolano un’assetata curiosità. Siamo per nostra natura sospinti all’interesse nei confronti della cronaca nera perché vogliamo vederci chiaro, in poche parole, e naturalmente portati a preferire una scomoda risposta ad una comoda incertezza: non possiamo fare a meno di esplorare i pericoli.

Saturno divora uno dei suoi figli - Francisco Goya
Saturno divora uno dei suoi figli – Francisco Goya

Quando poi l’oggetto della violenza è un altro essere umano, entra in gioco la Schadenfreude, ovvero: il piacere che si prova al cospetto delle tragedie altrui. Per quanto sgradevole e infimo possa sembrare, conoscere le condizioni disperate in cui versa l’altro, vale a dire il diverso da noi e dal nostro emisfero, scatena in noi un duplice effetto:  l’appagante gratitudine di trovarci in una posizione confortevole e sicura, in primo luogo, ma anche la catartica esperienza di sentimenti forti (il terrore, la rabbia, il pericolo). Nel libro “Everyone loves a good train wreck”, Eric G. Wilson si spinge ulteriormente oltre, affermando che la nostra attrazione verso il macabro è in un certo senso il desiderio di sperimentare la sofferenza altrui. E sebbene Immanuel Casto l’abbia definita sprezzantemente “pornografia dei sentimenti, drammi catodici per deficienti”, è anche ciò che alimenta un business a dir poco prolifico: programmi come Chi l’ha visto? raccolgono puntualmente picchi altissimi di share, e possono contare su una fanbase affezionata (gruppi nutriti di spettatori si definiscono “Chilavisters”). Vittime e assassini sono ormai considerati alla stregua di star, per fama e presenza stabile nei programmi televisivi; e chi è morto e chi ha ucciso, chi è vittima e carnefice, chi colpevole e chi innocente: tutto diventa irrilevante e relativo, da quando la morale e l’etica sono state sacrificate sull’altare dell’intrattenimento. Per dirla con le parole di Caparezza: “il giorno dell’omicidio nessuno nei paraggi, tranne i registi già pronti con i lungometraggi”.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...